C'è un sentimento che mi sembra meraviglioso. Prescinde dal tempo. E' inconsapevole a sè stesso, si costruisce da solo sfruttando dettagli e condivisioni. Non te ne accorgi quasi mai, è discreto, spesso silenzioso e non raramente fa di tutto per farti credere di non esistere. Poi arrivano quei momenti strani, nei quali riflessioni, pensieri o fosse anche solo un momento di ricordi te lo fanno piombare addosso come un treno in corsa.
L'amicizia, secondo me, è tutto questo.
Binario parallelo all'amore. Tendenzialmente non si incontrano mai ma il caos che regola il ritmo della vita a volte fa brutti scherzi e li sovrappone. A volte.
Io se penso ad un amico penso a colui con il quale ho condiviso momenti indelebili, importanti perchè addendi di una somma chiamata oggi. Un risultato fatto di prime volte, primi incontri, esperienze nuove. Mani scottate dall'imprudenza e dall'incoscienza giovanile, a volte bruciate. Ma anche sorrisi sinceri, abbracci e tanta ma tanta aria che non tornerà. La lettera che mi scrivesti quando ero in Romania, sicuramente normalizzata sul momento ma che adesso fa venire la pelle d'oca. I primi subbugli ormonali, ingigantiti mentre ce li raccontavamo e verso i quali non avevamo soluzioni. A quei tempi nessuno ti spiegava niente e i social non avevano ancora appiattito la curiosità. Ce la siamo costruita insieme quella curiosità e, a pensarci, è stato bellissimo.
Quelle partitine in piazza Leopoldo, te in porta, io a tirare. E ci sentivamo cosi forti. Quei giubbotti messi in terra, simulacro di una porta e i commenti tra di noi che ti vestivano di grigio e nero come il tuo idolo Zoff. Io che se segnavo ero Antognoni e quando sbagliavo Bettega.
Il Subbuteo, il primo motorino.
Andammo a prenderlo insieme ti ricordi? Mi sembra dallo Zanni, ma forse mi difetta la memoria.
Non ti fidasti a montarci sopra per portarlo a casa. Lo spingemmo.
Mi vengono le lacrime.
Oggi sarebbe impensabile vivere quel momento. Ci avrebbero accompagnato i genitori, tronfi del loro regalo, carta di scambio per il futuro.
E invece noi lo abbiamo fatto da soli.
Quel manubrio che tu volevi tenere alto mentre tutto il mondo lo abbassava ancora prima di metterlo in moto per la prima volta.
Eri un rivoluzionario.
In molte cose eri tu l'anticonformista! Tutti noi tendevamo all'allineamento, non te.
Te ne sei sempre sbattuto le palle di quello che ci chiedevano di essere.
E per questo, a volte, ne hai pagato il prezzo.
Mi devo fermare perchè avrei da scrivere per ore. Sono sicuro che questo incipit ti strapperà un sorriso e chissà quanti altri ricordi ti farà venire alla mente.
Siamo arrivati ad oggi. Sei il primo a tagliare questo traguardo. Il novanta per cento di questo sentiero lo abbiamo condiviso, quando più quando meno. Ma anche nell'assenza sapevo che, da qualche parte c'eri tu con il bagaglio di amicizia che ci siamo costruiti.
Buon compleanno Gigi e grazie per essere "il mio miglior amico".

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